“Mind the Gap”: ad Ancona la chiusura di un percorso incentrato su comunità, relazioni e solidarietà
Ancona, 9 ottobre 2025 – Una mattinata partecipata quella vissuta oggi al Conero Break di Ancona, dove si sono tenuti il Laboratorio interno partecipato Anteas e il convegno di disseminazione finale del progetto territoriale “MIND THE GAP – Misure per il contrasto alla solitudine e al disagio sociale degli anziani con attenzione al Gioco d’Azzardo Patologico (GAP). L’iniziativa, promossa da ANTEAS Marche APS insieme ad ANTEAS Ancona, FNP CISL Marche, la Parrocchia del Sacro Cuore di Gesù e con il patrocinio gratuito del Comune di Ancona, rientra nel progetto di rilevanza nazionale coordinato da Anteas Nazionale, con il sostegno del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali (art. 72 D.lgs. 117/2017, annualità 2023), e la collaborazione di Adiconsum Marche e di numerose realtà Anteas in tutta Italia.
Ad Ancona, il progetto ha coinvolto negli ultimi mesi decine di anziani, volontari e cittadini nel quartiere Ponterosso (Q2). Da qui è partito il lavoro di ascolto del territorio: anziani, commercianti, parroci e antenne sociali hanno raccontato la mancanza di luoghi di incontro per la terza età, di relazioni quotidiane e di opportunità per sentirsi parte attiva della comunità. È emersa una richiesta forte di relazioni, socialità e protagonismo, più che di soli servizi assistenziali. Da questi bisogni è nata la risposta di Mind the Gap: un percorso di ricucitura sociale, che attraverso laboratori, attività motorie e creative, seminari di in-formazione sull’ invecchiamento attivo e momenti culturali, ha dato voce e spazio ai partecipanti.
Dal laboratorio alla rete: costruire comunità che includono
La giornata si è aperta con il Laboratorio partecipato Anteas, dedicato ai volontari e referenti dell’associazione dei diversi territori. Un momento di restituzione e confronto sulle pratiche emerse dal progetto e sulla possibilità di replicare il modello progettuale in altri contesti locali. Un’occasione preziosa per condividere strumenti, strategie e prospettive per un volontariato sempre più orientato alla prossimità e alla cura delle relazioni di comunità, per il contrasto alla solitudine involontaria degli anziani.
Il convegno: risultati, testimonianze e prospettive future
A seguire, dalle ore 10.30, si è svolto il convegno pubblico di disseminazione moderato da Cinzia Verdenelli Progettista Anteas Marche APS. Dopo i saluti di Silvana Santinelli, Presidente di Anteas Ancona, e dell’Assessore ai Servizi Sociali del Comune di Ancona, Avv. Manuela Caucci, il Ge.Co. – Generatore di Comunità Anteas Marche APS Valentina Renzi ha illustrato i risultati del percorso realizzato nel quartiere Ponterosso, ad Ancona, dove il laboratorio sociale Anteas rappresenta ormai da tre anni un punto di riferimento stabile per gli anziani e le famiglie del territorio.
Il progetto ha saputo unire volontari e Ge.Co., istituzioni e cittadini in un cammino condiviso, che ha trasformato la solitudine in relazione, il bisogno in partecipazione, e ha dato voce e protagonismo a oltre 60 anziani e 9 famiglie, con più di 50 occasioni di incontro in cinque mesi. Sono state 33 le nuove persone intercettate attraverso il lavoro di ricerca dei volontari: persone con forte desiderio di aggregazione, che non transitavano in circuiti associativi.
Le attività realizzate sono state presentate attraverso testimonianze dirette che hanno sottolineato l’importanza di creare spazi di relazione, dove la solitudine possa trasformarsi in amicizia, fiducia e partecipazione: Patrizia D’Incecco, Infermiera di comunità dell’AST Ancona e volontaria Anteas, ha raccontato l’importanza di “stare sul territorio, farsi conoscere, tessere relazioni”, essere proattivi nella ricerca di fragilità e solitudini, prima che la patologia si manifesti. Ciò che, nell’ambito del progetto è stato realizzato anche con le Conversazioni di Comunità che hanno permesso di raccogliere proposte, bisogni, aspettative.
Dorotea Crescini, Volontaria Anteas, ha condiviso l’esperienza dei laboratori di socializzazione e creatività, (artigianato artistico, ginnastica dolce, attività libere e di promozione del volontariato), liberi, gratuiti e aperti a tutti attivati con il progetto per “sostituire la solitudine con l’amicizia”.
Riguardo al ciclo di seminari realizzati, Lorenzo Pirani, del Servizio Informabus del Comune di Ancona, ha presentato i laboratori esperienziali che, attraverso il gioco, sensibilizzano su rischi e dipendenze, in particolare legate al Gioco d’Azzardo Patologico, in un setting strutturato e professionale.
L’esperto Giancarlo Cartechini ha infine raccontato il successo degli Aperitivi culturali intergenerazionali – momenti di relazione e condivisione di memorie – e di come attraverso la cura delle relazioni e l’apertura di spazi di fiducia, sia possibile avvicinare le persone sole, o a rischio solitudine.
La tavola rotonda: un modello da rilanciare
Nella tavola rotonda conclusiva si è discusso di prospettive future e di come rilanciare, in rete, le azioni di contrasto alla solitudine involontaria della popolazione anziana. Il Dott. Francesco Prioglio (ATS 15 Macerata) ha richiamato l’importanza di “un’attenzione alla persona nella sua complessità e unicità”, alla dimensione relazionale e all’urbanistica sociale. Dino Ottaviani, Presidente Anteas Marche, ha ribadito il ruolo del volontariato come “collante della comunità”, e la necessità di proseguire nel solco della co-programmazione e co-progettazione con le istituzioni. Rosaria Lucarelli, Segretaria regionale FNP CISL Marche, ha sottolineato il valore di servizi come il trasporto sociale Anteas e l’impegno del sindacato nella tutela dei diritti e bisogni della persona anziana, in rete con Istituzioni e Terzo Settore. Francesco Varagona, Presidente Adiconsum Marche, ha messo in evidenza la correlazione tra solitudine, gioco d’azzardo ed infine sovraindebitamento, di cui l’associazione si è occupata nell’ambito del progetto Mind The Gap, attivando una piattaforma telematica di rilevanza nazionale per la presa in carico degli utenti. Forte emerge nuovamente l’importanza della rete per affrontare fragilità multiple.
A chiudere i lavori, il Presidente di Anteas Nazionale Giuseppe De Biase, che ha ringraziato i volontari, patrimonio di risorse e solidarietà, i Ge.Co. e i partner per il lavoro svolto. Il vero successo di Mind the Gap sono le persone e le relazioni che resteranno. L’obiettivo non è “solo fare, ma essere: saper ascoltare, accompagnare e aiutare mentre ci aiutiamo a vicenda”. Il convegno ha segnato la conclusione formale del progetto Mind The Gap ad Ancona, ma non la fine del suo percorso. Le relazioni, le reti e i luoghi nati dal progetto continueranno nelle loro attività, per poter diventare punti di riferimento per la comunità e basi per nuove iniziative.
Per informazioni:
ANTEAS Marche APS – anteasmarche@gmail.com
- Corriere Adriatico del 10/10/2025